Continua il nostro focus sulla sciatalgia e il colpo della strega. Qui abbiamo visto come riconoscerli; qui, invece, abbiamo parlato di “finte sciatalgie”, ossia dolori che ci possono far credere di avere una sciatalgia, mentre in realtà sono manifestazioni di altro.

Oggi, continuando per l’appunto a snocciolare varie tematiche connesse alla sciatalgia, vi vogliamo parlare di quei casi in cui gli effetti della sciatalgia possono essere confusi con le cause. Continua a leggere e capirai meglio tutto.

Artrosi, degenerazione, bulging: effetti e non cause

sciatalgia chiropraticaMolto spesso, tramite TAC e risonanze magnetiche, vengono individuate anche protrusioni discali, bulging e altri tipi di discopatie, additate a volte come i principali responsabili dei blocchi lombari acuti e delle sciatalgie.

Le ricerche più recenti dimostrano che molto spesso questi problemi vengono riscontrati accidentalmente, ma non sono la causa dei problemi. Pensa che uno studio ha dimostrato che solo il 36% di soggetti sani sottoposti a risonanze magnetiche non aveva anomalie nei dischi lombari, in assenza di qualsivoglia sintomo.

In realtà, problemi quali artrosi, degenerazione, bulging, protrusione, ernia, etc. a carico delle articolazioni non sono cause, ma effetti.

Una volta riscontrata la loro presenza è bene, infatti, risalire al problema che ne ha causato l’insorgere e rimuovere quello.

Nella nostra clinica di chiropratica, in pazienti affetti da questi problemi, riscontriamo sempre un problema strutturale: una o più articolazioni sono sublussate – diciamo “bloccate” – di solito da molto tempo prima dell’insorgere del problema acuto. A causa di ciò l’articolazione si infiamma, i muscoli lavorano in maniera asimmetrica e così pure i legamenti.

Il corpo mette in atto una serie di meccanismi compensatori per poter funzionare comunque, ma questa finta calma può durare solo per un certo periodo di tempo. Le articolazioni si danneggiano (dando origine a discopatie, protrusioni, etc.) e quando il corpo non riesce più a far fronte ai problemi, “va in standby” attraverso il blocco acuto.

Se questo non avviene in tempo, un disco sottoposto a pressioni asimmetriche può fuoriuscire: ecco allora l’ernia con la sciatalgia che spesso l’accompagna.

Forse non ci hai mai pensato, ma il blocco acuto ci salva da conseguenze peggiori.

L’articolazione coinvolta è sempre quella sacroiliaca, ovvero l’articolazione delle ossa del bacino con l’osso sacro. Quando questa è sublussata, le vertebre lombari sono le prime a essere coinvolte in un tentativo di compensazione. Le sacroiliache sono le uniche articolazioni che non sono attraversate direttamente – e quindi protette e tenute insieme – da muscoli: la loro integrità dipende da quella dei loro legamenti, i quali a loro volta risentono di stress di vari tipi, in particolare quelli biochimici/nutrizionali o emotivi.

Il vero problema è l’articolazione del bacino

Tenuto conto quanto abbiamo appena detto, possiamo dire che il problema a monte è una disfunzione dell’articolazione del bacino. Questa spesso causa dolori prima che il disco venga compromesso. In questi casi, possiamo prevenire futuri problemi ai dischi ripristinando la corretta meccanica del bacino.

Tipicamente, i pazienti ci descrivono di essersi svegliati con blocco e/o sciatica, o di essersi piegati per raccogliere una matita, o di avere infilato i pantaloni senza riuscire più a muoversi. È apparentemente a seguito di questi semplici movimenti che i problemi sono iniziati. In realtà sono necessari 4.000 microtraumi perché un disco si danneggi al punto di fuoriuscire: quindi questi movimenti sono la classica “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.

Quando il bacino lavora male, così fanno anche i dischi lombari, e piccoli movimenti costituiscono microtraumi per i dischi. Quindi i sintomi sono il risultato di un problema che era già presente molto tempo prima!

Questi dolori sono, in sintesi, dovuti a interferenze con la trasmissione di impulsi vitali (nervosi), i quali non possono più raggiungere i tessuti interessati che sviluppano quindi disfunzioni e malattie. I muscoli e le articolazioni non ricevono il 100% dei messaggi dall’alto e ne risentono.

Ma perché restiamo “bloccati”?

Abbiamo parlato di “interferenze”. Ma quali sono le cause scatenanti? Perché, in parole povere, restiamo “bloccati”?

Nei centri Sanrocco utilizziamo la conoscenza acquisita in decenni di pratica clinica combinata con le più consolidate tecniche chiropratiche basate sulla neurologia funzionale. Riusciamo così a individuare, in uno o più fattori, le cause delle sublussazioni vertebrali:

  • a livello strutturale: traumi importanti come incidenti o la somma di microtraumi dovuta a posture scorrette, cadute, sforzi sul lavoro, ecc; sublussazioni di caviglie slogate e non curate, malocclusioni dentali, ecc.
  • a livello biochimico: dalla semplice mancanza d’acqua a un eccesso di cibi raffinati quali zucchero, latticini, ecc, che causano un indebolimento di determinati muscoli, all’assunzione di farmaci, ecc.
  • a livello emotivo: stress, traumi emotivi o pattern di comportamento che influenzano la postura (talvolta basta osservare le postura delle persone per capire che sono depresse o arrabbiate!) ecc.
  • a livello elettromagnetico: interferenze con il normale campo magnetico umano quali telefoni cellulari, orologi, modem wi-fi, ecc.

Qual è il compito di un chiropratico? Semplice: quello di individuare i fattori primari e rimuoverli. Come diceva il dottor Palmer, un chiropratico non si limita a eliminare gli effetti, ma risale alla causa del dolore.

Ci rivediamo la prossima settimana con un nuovo, interessante approfondimento. Per adesso, ti lasciamo con una domanda: avevi mai pensato che la sciatalgia potesse essere connessa a così tanti livelli di interferenze?