Si parla molto, oggigiorno, dell’importanza della postura, e vengono proposti innumerevoli modi di analizzarla e modificarla. Cosa si intende veramente per postura, e qual è quella corretta? Come ogni cosa, per migliorarla dobbiamo prima comprenderla.

La postura umana è uno dei tanti meccanismi meravigliosamente complessi che tendiamo a dare per scontati in quanto operano principalmente in automatico. Quando stiamo in piedi abbiamo la sensazione di stare fermi, ma in realtà sono in atto migliaia di minute contrazioni muscolari che ci mantengono nella posizione che desideriamo senza il bisogno di concentrarsi su di esse.

Stare eretti su due gambe è un privilegio che si acquisisce con il tempo: impieghiamo circa un anno per imparare a camminare, passando dapprima dallo strisciare, quindi dal gattonamento e infine, dopo molti tentativi e molte cadute, impariamo la posizione eretta.

Cosa controlla questo meccanismo posturale? Si tratta di un un circuito formato da un insieme di output dipendente dagli input. Spiegazione: per sapere dove si trova nello spazio ogni parte del corpo, il cervello si basa su un insieme di messaggi in entrata (input) provenienti da occhi, orecchie (apparato vestibolare), articolazioni, muscoli e pelle. Tutte queste strutture contengono, in diversa misura, terminazioni nervose che segnalano la loro posizione nello spazio.

Tali messaggi “dicono” al cervello dove si trova ogni parte del corpo relativamente alle altre strutture nonchè alla forza di gravità. Questa miriade di informazioni viene elaborata in tempo reale per creare istantaneamente una serie di messaggi in uscita (output) che comandano i muscoli facendoli contrarre per ottenere la posizione desiderata. Si tratta perciò di un complesso e rapidissimo meccanismo neurologico che passa attraverso la colonna e viene elaborato in zone specifiche del cervello. Se ci pensiamo, è un sistema davvero eccezionale!

La maggiore densità di queste terminazioni nervose si trova nelle articolazioni dei piedi, della schiena e della mandibola, e nella massima concentrazione nei piccoli muscoli suboccipitali, locati alla base della nuca. Perciò il corretto funzionamento di queste aree è fondamentale per il controllo posturale.

La postura dipende quindi da un engramma cerebrale e si forma durante gli anni della crescita. Per questo è importante controllare la postura nei bambini e ragazzi. Un proverbio americano dice: come è piegata la piantina, così cresce l’albero. Ed è molto più difficile raddrizzare un albero cresciuto che una piantina in crescita.

Le più comuni abitudini scorrette :

  • Uso prolungato del telefono: mantiene la testa e le spalle in avanti creando tensione cervicale e dorsale;
  • Leggere a letto: costringe tutta la colonna in una posizione di flessione;
  • Sedersi a gambe incrociate: contrae eccessivamente i flessori delle gambe e allenta i legamenti del bacino;
  • Il mantenere una postura ricurva alla scrivania, o usando portatili e tablet, o guidando;
  • Uso di scarpe scorrette: l’importanza delle calzature viene spiegata qui

Ma se questo sistema funziona in automatico, perchè si parla di posture scorrette?

Un errore nella postura può derivare da due fattori:

– un’abitudine posturale scorretta che finisce col fare diventare normali posizioni che non lo sono;

– uno squilibrio negli input in uno dei sistemi afferenti (che inviano cioè messaggi in entrata).

Come migliorare la postura

                                       Eretti                                                                                                                             Seduti

Dimentichiamo l’antiquato “petto in fuori, pancia in dentro”, che                Scegliamo una sedia comoda ma rigida, con uno schienale a circa

aumenta la tensione nella schiena: iniziamo con il caricare più                     110 gradi rispetto alla seduta. Regoliamone l’altezza in modo che

peso sui talloni rispetto all’avampiede, poi allineiamo malleoli,                    con le mani sulla scrivania gomiti e ginocchia siano flessi ad angolo

anche, spalle e orecchie. Manteniamo questo allineamento                           retto, le spalle rilassate. Usiamo un leggio o alziamo lo schermo per

mentre camminiamo.                                                                                              averlo di fronte agli occhi con la testa dritta, e alziamoci spesso.

 

La postura è però anche un riflesso della nostra personalità: è bene non fissarsi troppo su quella che è la postura corretta “da manuale” poichè ci sono tante variazioni nelle personalità quante persone ci sono al mondo. La correlazione tra stato mentale e postura viene approfondita in http://gabrielemalinverno.com/postura-ognuno-ha-la-propria  .

Abbiamo quindi due modi per affrontare un errore nella postura: innanzitutto possiamo modificare attivamente quelle abitudini che, cambiando costantemente la nostra posizione, finiscono con il portare la nostra struttura ad adattarsi e memorizzare posizioni errate. Si tratta insomma di assumere posizioni corrette nelle varie fasi della giornata-

Questo metodo può aiutare, così come plantari, bites ed alcuni esercizi per attivare muscoli poco usati. Ma poichè la postura è principalmente sotto un controllo automatico dipendente dai messaggi in entrata, è indispensabile che siano questi ad essere corretti se vogliamo ottenere miglioramenti duraturi e naturali piuttosto che forzati.

Ed è a questo livello che si concentra il lavoro del chiropratico: rimuovendo le sublussazioni e trovando le cause delle interferenze che creano squilibri si ripristina la corretta comunicazione tra cervello e fisico, si permette al sistema di funzionare in equilibrio e si ottiene l’equilibrio posturale in maniera naturale.