Vivere sani e rimanere giovani con il metodo Sanrocco

 

La vecchiaia non è affatto una componente naturale della nostra esistenza ma, al contrario, un prodotto della nostra intelligenza e civilizzazione. Nel passato la vecchiaia dell’uomo non esisteva perché in condizioni naturali, moriva prima di 30 anni.

Ogni essere vivente è programmato, secondo le leggi dell’evoluzione, a toccare il massimo di salute e funzionalità tra i 15 e i 30 anni, il momento in cui riprodursi dando il proprio contributo alla sopravvivenza della specie. “Superata questa fase, l’organismo diventa evolutivamente superfluo” ed è qui che comincia l’invecchiamento, la degenerazione.

Nel ultimo secolo l’aspettativa di vita  è quasi raddoppiata , (da 40 a 80 anni) ciò è dovuto soprattutto all’igiene, ad una migliore sistemazione abitativa, a lavori meno pesanti e pericolosi, e alla sufficiente disponibilità di cibo (anche se in molte parti del mondo ancora oggi la gente muore purtroppo per malnutrizione). E anche a scoperte quali l’antibiotico  e la tecnologia, ad esempio la chirurgia vascolare.

Come invecchiano le varie parti del nostro corpo.

Il cervello arriva a perdere intorno agli 80 anni anche il 10% dei neuroni rispetto al periodo giovanile.
Già intorno ai 20 anni si possono riscontrare microlesioni nella parte più interna del  cuore e vasi sanguigni.
La pelle perde circa il 6% dell’elasticità ogni 10 anni;
Il calo della vista inizia intorno ai 40 anni e verso i 60 possono comparire cataratta e danni alla retina
Il calo dell’udito inizia intorno ai 60-65 anni.
Progressivamente si hanno più cellule (osteoclasti) che distruggono l’osso e meno (osteoblasti) che lo riparano (osteoporosi).

Come possiamo cambiare o almeno migliore il processo di invecchiamento?

La maggiore longevità della popolazione è un dato di fatto, ma capire cosa significa invecchiare serenamente è un’altra cosa, perché non basta aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni. Bisogna fare in modo che siano anni interessanti. Partendo da qui bisogna imparare a meditare sul nostro modo di vivere dando il giusto peso all’alimentazione, all’attività fisica, all’attività mentale e soprattutto alla curiosità. Più anni abbiamo a disposizione più possiamo imparare e conoscere.

La chiropratica ci aiuta in questo, perché considera il paziente nella sua globalità, nel suo stile di vita e non si limita a procedere alla cura di un sintomo alla volta:

–  non intende la prevenzione come diagnosi precoce di una malattia già in atto ma cerca di individuare e rinforzare i punti deboli (geneticamente parlando) della persona visitata tramite controlli periodici e correzione dei problemi strutturali e fisiologici prima che si manifesti la patologia.

vivere sano

–  per impedire alla malattia di manifestarsi agisce anche sullo stile di vita della persona in oggetto (attività fisica, educazione alimentare, situazione psicologica, insegnare a vivere sani ecc.).

Insomma, si deve andare dal chiropratico quando ancora non si è ammalati, perché la cosa più importante è prevenire.

I tre fattori fattori principali che influenzano la velocità dell’invecchiamento sono alimentazione, movimento e la genetica.

 

Per approfondire i due fattori esterni: alimentazione e movimento, leggi la seconda parte cliccando su questo link.

 

Fattori genetici dell’invecchiamento

vivere sani

La neurologia moderna insegna che il 60%  di quello che siamo  dipende dal fattore genetico e dunque ereditato e poco modificabile.  Il  40% invece dipende dal nostro stile di vita.

 

Di solito ogni specie fa delle mutazioni genetiche per sopravvivere più a lungo, per esempio la tartaruga si è fatta lo scudo e può vivere fino a 200 anni, e tutti gli animali che vivono a lungo hanno la corazza o gli aculei o sono diventati giganteschi (balene). Quando le circostanze sono giuste abbiamo visto che in natura la durata della vita degli animali è molto più lunga.

 

fattori genetici

L’essere umano invece è molto fragile e la sua evoluzione dipende solo dalla sua intelligenza.

 

Purtroppo non abbiamo ancora subito una mutazione genetica che ci permetta di vivere più a lungo perché è solo di recente che noi come specie abbiamo una maggiore aspettativa di vita e la maggior parte delle grandi mutazioni avviene solo ogni 20.000 anni.

 Fattori bio-psico-sociali

 

1) Quelli che rallentano l’invecchiamento  amici
Soddisfazione del proprio lavoro
Relazione stabile e felice
Senso di felicità personale
Capacità di avere e mantenere amicizie intime
Senso dell’umorismo
Piacere nel trascorrere il tempo libero
Soddisfacente vita sessuale
Ottimismo
Capacità di esprimere le emozioni
Sensazione di non mancare di mezzi finanziari
Capacità di reagire creativamente ai cambiamenti
Sonno profondo

felicità

2) Quelli che accelerano l’invecchiamento

Solitudine e annoiarsi
Depressione
Preoccupazioni costanti ed eccessivi
Insoddisfazione del proprio lavoro
Disperazione, rimpianti, ipercriticismo, irritabilità
Eccesso di lavoro
Problemi finanziari
Incapacità di esprimere le proprie emozioni
Rancore

Si invecchia di più se la persona ha stili di vita sbagliati, trascura l’aspetto fisico e si deprime.
Se ci sentiamo più vecchi e gli altri ci vedono più vecchi, lo diventiamo davvero, anche fisicamente.
Se invece ci sforziamo di mantenere uno stile di vita adeguato e ci sentiamo giovani, appariremo tali.

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